Parliamo di colonnine di ricarica elettrica.

Nel biennio 2024-2025, il trend delle colonnine di ricarica in Italia è in netta espansione, sostenuto da iniziative legislative e partnership strategiche.
Secondo le normative dell’Unione Europea, entro il 2026 sarà obbligatorio installare stazioni di ricarica ad alta potenza ogni 60 km lungo le principali autostrade. Inoltre, le stazioni per veicoli a idrogeno dovranno essere presenti ogni 200 km nelle città principali e lungo le strade ad alta percorrenza.

Un esempio significativo di questa espansione è la joint venture Ewiva tra Volkswagen ed Enel X Way, che ha l’obiettivo di installare 3.000 punti di ricarica ad alta potenza (HPC) entro il 2025. Queste stazioni, con potenze fino a 350 kW, saranno alimentate esclusivamente da energia rinnovabile e collocate principalmente nei centri urbani e lungo le tratte più trafficate.


Crescita record sulla rete autostradale

Come riportato dal Corriere della Sera – L’Economia del 7 ottobre 2025, negli ultimi due anni i punti di ricarica sulla rete autostradale italiana sono raddoppiati, passando da 657 a 1.159.
L’aumento è di +76%, con un ritmo di crescita senza precedenti: solo nel 2024 sono state aggiunte 1.569 colonnine e oltre 10.500 punti di ricarica.
Le aree più servite restano Lombardia e Lazio, ma si registra un incremento significativo anche in Veneto, Emilia-Romagna e Campania.

Il 57% delle stazioni è localizzato nei caselli autostradali, mentre il restante 43% nelle aree di servizio lungo la rete nazionale.
Secondo il quotidiano, il 48% delle colonnine autostradali è già in grado di offrire ricarica rapida o ultrarapida, consentendo – come racconta il test condotto da Corriere Innovazione – di percorrere Milano-Napoli-Milano (1.500 km) con solo quattro rifornimenti veloci, senza file, anche nel mese di agosto.


Il quadro nazionale e gli obiettivi del PNRR

Il mercato delle colonnine di ricarica per auto elettriche in Italia affronta tuttavia sfide strutturali nonostante gli obiettivi ambiziosi delineati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr):
installare 13.775 colonnine nelle aree urbane e 7.500 lungo le superstrade entro il 2026.

I primi due bandi, con 270 milioni di euro di fondi, hanno generato risultati inferiori alle aspettative:
– nessun contributo è stato assegnato alle aree extraurbane,
– diversi operatori (tra cui Eni-Plenitude) si sono ritirati,
– i tempi di presentazione delle istanze (30 giorni) e i ritardi nei collegamenti alla rete hanno rallentato le installazioni.

Francesco Naso, segretario di Motus-E, ha sottolineato come sia «fondamentale ampliare la partecipazione anche ai piccoli operatori e adottare modelli a sportello, come in Francia, con contributi ex post», per evitare che l’Italia perda terreno su un’infrastruttura strategica per la mobilità elettrica.


Distribuzione territoriale e numeri aggiornati

Al 30 settembre 2025, in Italia si contano 32.776 punti di ricarica pubblici, con una crescita del 32% rispetto al 2021.
La distribuzione geografica evidenzia forti squilibri:

  • Nord Italia: 57% dei punti totali

  • Centro Italia: 23%

  • Sud e Isole: 20%

Il 32% delle colonnine è collocato nei capoluoghi di provincia, il resto nei comuni più piccoli.
La Lombardia guida la classifica con 5.080 punti (17% del totale), seguita da Piemonte (11%), Lazio ed Emilia-Romagna (10%), Veneto (9%) e Toscana (8%).
Queste sei regioni da sole coprono il 64% delle infrastrutture italiane (fonte: Corriere della Sera, 7 ottobre 2025).


Colonnine di ricarica elettrica: un business da 119 miliardi di dollari entro il 2030

Il business globale delle infrastrutture di ricarica elettrica crescerà da 11 miliardi di dollari nel 2022 a 119 miliardi entro il 2030, con un CAGR del 27%, secondo Global Market Insight.
In Europa saranno necessari 14 milioni di punti di ricarica entro il 2025, 34 milioni entro il 2030 e 65 milioni entro il 2035, per sostenere la diffusione delle auto elettriche.


Bassi costi e grandi vantaggi con il noleggio operativo

Nonostante la crescita, i costi di installazione restano uno dei principali ostacoli per aziende e strutture private.
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