Colonnine di ricarica elettrica in Italia

Il mercato delle colonnine di ricarica per auto elettriche in Italia sta affrontando una serie di sfide significative, nonostante le ambizioni delineate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

L’obiettivo è ambizioso: installare 13.775 colonnine nelle aree urbane e 7.500 lungo le superstrade entro il 2026. Tuttavia, i primi due bandi, conclusi lo scorso anno con un investimento complessivo di 270 milioni di euro per la creazione di 6.500 infrastrutture, hanno avuto esiti deludenti. In particolare, non è stato assegnato alcun contributo per le aree extraurbane, dove erano previsti 150 milioni di euro, e anche in ambito urbano ci sono state defezioni significative, come quella di Eni.

Francesco Naso, segretario di Motus-E, sottolinea la necessità di accelerare nei prossimi mesi per evitare che i tempi si allunghino troppo, mettendo a rischio la possibilità di una terza tornata di bandi per colmare il gap accumulato. Tra i problemi riscontrati nei precedenti bandi, si segnalano ambiti troppo grandi con un numero minimo di colonnine per ogni lotto, tempi ristretti (trenta giorni) per preparare le istanze e pesanti incognite sulla tempistica di collegamento alla rete elettrica.

Enel, il principale operatore italiano con una quota di mercato del 40% e 21.000 colonnine sul territorio, ha partecipato al primo bando per l’ambito urbano, aggiudicandosi dieci lotti, tre dei quali eccedevano il numero massimo ammesso per operatore. Dei sette lotti mantenuti, per un totale di 1.865 stazioni e 3.700 punti di ricarica, Enel sta procedendo con il piano di installazione che copre città come Roma, Milano, Napoli e Bari, offrendo tecnologie standard (22 kWh), fast (fino a 150 kWh) e ultrafast (da 150 a 350 kWh).

D’altra parte, Eni, attraverso la controllata Be Charge di Plenitude, si è ritirata dalla prima gara. La società ha dichiarato di voler proseguire solo su alcuni ambiti, in linea con la propria strategia e i propri obiettivi, valutando ulteriori opportunità in ambito Pnrr.

Motus-E evidenzia due temi industriali critici che potrebbero trasformare la corsa alla realizzazione della rete di ricarica in un’enorme occasione mancata. È fondamentale, secondo Naso, consentire anche ai piccoli operatori di partecipare, riducendo ad esempio il numero minimo di colonnine da installare. Inoltre, suggerisce di adottare modalità come quelle francesi, con bandi a sportello e contributi ex post agli operatori interessati.

A inizio maggio, sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i decreti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) del 18 marzo 2024, che aggiornano i criteri e le modalità per la concessione dei fondi per i nuovi bandi. Tuttavia, l’attesa per l’apertura dei bandi continua. Le risorse totali per questo investimento ammontano a 713 milioni di euro, con un target da raggiungere entro il 30 giugno 2026.

Colonnine di ricarica elettrica: un business da 119 miliardi di dollari nel 2030

L’auto elettrica corre per conquistare fette di mercato sempre più grandi e con essa anche le colonnine di ricarica elettrica determinate a dare il loro contributo a questa transizione. In Europa saranno necessari in totale 14 milioni di ev charger per auto elettriche entro la fine del 2025, ce ne vorranno 34 milioni entro il 2030 e 65 milioni entro il 2035.

Il business legato alla ricarica di veicoli elettrici aumenterà di ben 10 volte entro i prossimi 8 anni,passando dagli attuali 11 miliardi di dollari, ai 119 miliardi di dollari previsti per il 2030, con un tasso di crescita CAGR (tasso di crescita annuale composto) del 27%. Questo è quante emerge da un’analisi di mercato pubblicata a fine agosto dalla società di ricerca Global Market Insight.

Al 30 settembre si registrano 32.776 punti di ricarica presenti in Italia, un numero che evidenzia una crescita del 32%rispetto al medesimo periodo del 2021 (un aumento pari a 7.982 charging point).

Per quanto riguarda la distribuzione geografica:

  • il 57% circa dei punti di ricarica sono nel Nord Italia
  • il 23% circa nel Centro mentre
  • il 20% nel Sud e nelle Isole

Inoltre il 32% è disponibile nei capoluoghi di provincia e il restante negli altri comuni del territorio. La Lombardia con 5.080 punti è in prima posizione con il 17%, seguita da Piemonte (11%), Lazio ed Emilia-Romagna (10% circa), Veneto (9%) e Toscana (8%). Le sei regioni complessivamente coprono il 64% del totale dei punti in Italia.

Bassi costi e grandi vantaggi con il noleggio operativo

Per quanto riguarda il mercato delle colonnine di ricarica elettrica, risulta un mercato in enorme espansione non manca però anche qualche ostacolo legato agli importanti costi che devono spesso misurarsi con l’assenza di incentivazioni.

Spesso le aziende possono optare per non installare le colonnine di ricarica presso le proprie strutture proprio a causa degli ingenti costi che ne derivano. La formula del noleggio operativo di Domorental consente a tutti di poter disporre a di un sistema di ricarica innovativo e veloce abbattendo i costi.

Ideale per strutture turistico/ricettive, concessionari, centri commerciali e tante altre attività, il noleggio operativo rappresenta un’opportunità per aumentare la gamma dei servizi disponibili ai clienti.

Oltre al ritorno d’ immagine, il noleggio operativo ha dei vantaggi anche dal punto di vista economico/finanziario per l’azienda.

Il servizio di noleggio è la soluzione ideale per:
– organizzatori di eventi, fiere e manifestazioni sulla mobilità elettrica
– strutture turistiche e ricettive
– concessionari e show-room di veicoli elettriche

– centri commerciali

I VANTAGGI DEL NOLEGGIO OPERATIVO DOMORENTAL

Grazie alla soluzione personalizzata di noleggio operativo, l’investimento in colonnine di ricarica elettrica è accompagnato da numerosi vantaggi.

In particolare, rispetto ad altre forme di acquisizione, come ad esempio il leasing, sono molteplici e interessanti:

➮Deducibilità fiscale e accelerata dei canoni.

➮Semplice gestione degli Asset e delle scritture contabili.

➮Inclusione nel canone di prodotti e software domotica, di progettazione e di altri beni immateriali.

➮Eventuale inclusione di assicurazione All Risk su tutti i beni.

➮Possibile inclusione di spese di consegna, installazione e manutenzione ordinaria e straordinaria.

➮Elevata flessibilità del contratto (durata, periodicità, sostituzione, etc.).

 

Per maggiori informazioni e per ricevere un preventivo contattaci